giovedì 25 febbraio 2010

The Nazis' Murder of Jews, Communists and Gypsies In Gas Chambers Was an AMERICAN Idea

Stando a quanto pubblicato gli assassini perpetrati dai nazisti fu un’idea degli americani prima ancora che Hitler andasse la potere.

Un giornale locale americano (San Francisco Chronicle) scrive che l’idea della razza dai capelli biondi, occhi azzurri, della razza pura ariana non fu creata da Hitler. L’idea nacque negli Stati Uniti e coltivata in California decenni prima dell’avvento al potere del noto dittatore. Il movimento eugenetico californiano, sebbene poco conosciuto, giocò un ruolo importante nella campagna per la purezza della razza.

In sostanza l’eugenetica è una “non-scienza” volta a migliorare le caratteristiche di una razza. Nella sua forma più estrema essa tende ad eliminare tutti quegli essere “imperfetti”, conservando solo quegli con caratteristiche dello stereotipo nordico. Elementi di questa filosofia furono inseriti nella politica nazionale americana che venne adottata da 27 stati. Nel 1909 la California diventò il terzo stato che adottò queste leggi portando alla sterilizzazione, segregazione e matrimoni forzati.

La California era quindi considerata il centro principale del movimento eugenetico e durante le prime decadi del XX° secolo molti ricercatori poco conosciuti, ma molto potenti, poterono attuare le loro ricerche e mettere in pratica le loro azioni.

L’eugenetica sarebbe stato solo un pettegolezzo da salotto se non fosse che molte istituzioni caritatevoli finanziassero le loro ricerche e sostenessero i loro fini come la Carnegie Institution, la la Fondazione Rockefeller e la Harriman Ferrovie. Essi erano legati a molti scienziati delle più prestigiose università americane come la Stanford, Yale, Harvard and Princeton University.

Nel 1904 la Carnegie Institution creò un laboratorio di ricerca a Cold Spring Harbor (Long Island) dove furono immagganizzati milioni di schede di linee di sangue.

La Harriman Ferrovie pagava le associazioni caritatevoli, come la NYBII (New York Bureau of Industries and Immigration), per trovare ebrei, italiani ed altri immigranti assoggettandoli a sterilizzazioni e deportazioni forzate.

La Rockfeller Foundation contribui a fondare il programma eugenetico tedesco e a finanziare il programma a Josef Mengele prima che questi andasse, come tutti sanno, ad Auschwitz.

Il movimento eugenetico, forte dei finanziamenti e delle leggi imposte, poteva tranquillamente prosperare, distribuire riviste pseudoscientifiche e propagandare il Nazismo. Il sistema più diffuso di “eugenocidio” (sterminio di persone allo scopo di migliorare la razza), anche pubblicamente, erano le camere a gas. E’ noto che molti stati negli USA abbiano fatto uso di questo sistema per eliminare molti criminali. Gli stati americani che ne fecero uso furono: Arizona, California, Colorado, Maryland, Missouri, Mississippi, New Mexico, North Carolina, Nevada, New Mexico, Oregon and Wyoming.

Nel 1918, Popenoe, un venerabile ricercatore eugenetico dell’esercito, scrisse un libro in cui argomentava “From an historical point of view, the first method which presents itself is execution . . . Its value in keeping up the standard of the race should not be underestimated”. Credo non serva la traduzione per comprendere come poi spiegava nel capitolo successivo “Lethal Selection” che l'eliminazione dell’individuo poteva avvenire attraverso alcune caratteristiche dell’ambiente come il freddo, infezione batterica o difetti del corpo “through the destruction of the individual by some adverse feature of the environment, such as excessive cold, or bacteria, or by bodily deficiency.”

I sostenitori del movimento eugenetico americano non erano però pronti per realizzare compiutamente la soluzione mortale che sta alla base del movimento stesso, ma molti istituti per la salute mentale praticavano ed applicavano l’eliminazione letale dei pazienti per proprio conto. In una istituzione la Lincoln Ill. alimentava i propri pazienti ammalati con latte infetto di tubercolosi credendo che gli avrebbe imunizzati dalla malattia.
Anche la corte suprema degli Stati Uniti approvò le basi eugenetiche. In un discorso nel famigerato 1927, Oliver Wendell Holmes scrisse “It is better for all the world, if instead of waiting to execute degenerate offspring for crime, or to let them starve for their imbecility, society can prevent those who are manifestly unfit from continuing their kind . . . Three generations of imbeciles are enough.” Questa decisioni aprì le porte per migliaia di deportazioni di persone coattivamente sterilizzate e perseguitate come subumani e anni dopo, anche al processo di Norimberga, i criminali nazisti portarono a loro difesa il discorso di Holmes.

Solo dopo che tale idee si furono ben impiantate negli Stati Uniti la campagna eugenetica fu trapiantata in Germania in grande scala.
Hitler studiò a fondo l’eugenetica e le sue leggi, mentre il suo odio contro gli ebrei nasceva dalla sua mente le basi, sulle quali costruire e realizzarlo, furono create dal mondo eugenetico fondato in America. Durante gli anni 20 gli scienziati del Carnegie Institution coltivavano molti rapporti e scambi professionali con i loro rispettivi in Germania, tant’è che in “Mein Kampf” Hitler affermava che alla base della selezione razziale non c’era un modello germanico, ma quello fondato negli Stati Uniti.

Fondazione Gates dona 10$ miliardi per la ricerca sui vaccini: umanità o affari?

Qualche novità dall’estero, giusto per rimanere informati.

La Fondazione Bill and Melinda Gates donerà 10 mld di dollari nei prossimi 10 anni per la ricerca sui vaccini e per renderli disponibili ai paesi più poveri del mondo.

In una dichiarazione è stato annunciato dallo stesso Gates che il prossimo decennio dovrebbe essere dedicato ai vaccini.

La Fondazione Gates ha sottolineato che 7,6 mln di bambini sotto i 5 anni potranno essere salvati prima del 2019. “I vaccini sono un miracolo e con poche dose si possono salvare dalla morte e dalle malattie molte persone” dice la moglie.

La cosa che comunque passa inosservata in questa mecenatica donazione è l’interesse della Fondazione al settore farmaceutico. Infatti il richiamo al dolore, alle sofferenze ed alle malattie della povera gente, copre i veri obbiettivi della Fondazione attraverso la quale si effettuano immensi investimenti di capitali nel “Bigh Pharma”. Il problema di fondo di queste donazioni è che NON risolve il problema alla base, ma mette una pezza lì dove invece sarebbero molto più importanti la nutrizione corretta, un’acqua pulita, una sanità adeguata e l’assunzione di alcune vitamine importanti come la D e la C.

Inoltre la vaccinazione di massa - come già è accaduto nei mesi scorsi per la H1N1 - su bambini ancora privi di un sistema immunitario efficiente, porta ad una debilitazione generale delle minime difese nel corpo di un bambino rendendo il sistema molto più aggredibile alle patologie esterne.

Le morti, le malattie nei paesi in via di sviluppo sono la conseguenza delle cattive condizioni di vita come la malnutrizione che sta alla base per una buona difesa di un sistema immunitario. Non si spiega quindi questa encomiabile iniziativa della Fondazione Gates a spendere miliardi di dollari in produzioni pressoché inutili quando potrebbe destianare tutto quel denaro per migliorare la vita di alcuni popolazioni locali dei paesi del terzo mondo destinando loro strutture e servizi che migliorino la qualità della vita quotidiana.

mercoledì 24 febbraio 2010

Ambiente Italia: un disastro insanabile.

E' noto da anni che l'Italia è oggetto della più tremenda speculazione edilizia senza che nessun ente pubblico di controllo abbia mai frenato gli eccessi.
Solo in questi ultimi mesi, dopo le catastrofi naturali (?), il faro dei media si è interessato a ciò che si vede in ogni angolo d'Italia: case costruite sui greti dei fiumi, sulle golene, sui torrenti, sui pendii instabili e tante altre porcherie che l'uomo inventa senza tener conto delle conseguenze.
Ci si domanda però se questa eco che si sente da un giornale all'altro non sia il prodotto di una articolata campagna politica contro l'attuale governo per le prossime elezioni regionali: auguriamo che non sia così e non per amore del governo, ma quello per l'Italia!

Quindi la situazione è grave e rende necessario l'intervento per rimediare, se sarà possibile, e correggere quanto è ancora salvabile.
Gli interventi sono molto costosi e i tempi perché essi possano attuarsi sono molto lunghi (decenni), ma possono rappresentare una certa valvola di sfogo per la nostra economia che è troppo impegnata a produrre beni certamente inutili e superflui.

Nella realtà si scopre che i tassi di crescita di edificabilità hanno dei valori impressionanti e non seguono di pari passo l'accrescimento della popolazione.
L'Istat ci dice che negli anni tra 1995-2006 i comuni italiani hanno rilasciato licenze per costruire per 3,1 mld di mc. Nel 2006 l'aree urbanizzate includevano il 6,4% del territorio con un incremento del 15% rispetto al 1991. Se traducessimo questi numeri in valori economici sapremmo quanto la speculazione ha guadagnato e quanto le casse dello stato ne han sofferto.

In Italia non esiste un piano di edilizia comune: ogni regione, comune o provincia fa qual che gli aggrada a seconda delle convenienze economiche e politiche del momento. Le licenza vengono date seguendo delle regole che per capirle dovrebbe intervenire un alchimista, tanto sono complesse e impossibili da applicare. Cosa questa che facilità, nella confusione e nel disordine totale, la crescita incontrollata di edifici senza la benché minima regolamentazione.

Mentre nei paesi confinanti (Austria, Francia e Svizzera) i Piani Regolatori Nazionali prevedono delle regole ben precise che debbono essere rispettate da tutti, in Italia il piano regolatore nazionale, in vigore dal 1942, non è stato mai assoggettato ad una profonda e totale riesamina delle diverse realtà regionali. Indicazioni sommarie, regole poco certe e opinabili, tant'è che i disastri di questa mancata regolamentazione la vediamo tutti i giorni.

In queste condizioni non è possibile pensare che in oltre 50 anni di disastri il nostro territorio sia esente da qualche malanno. Anche gli esseri umani se non curano la propria salute, con alimentazione, esercizio fisico, regole certe e quant'altro, dopo qualche anno presenteranno delle sofferenze che li porterà irrimediabilmente dal medico. Così anche per il nostro territorio, strapazzato, sovvertito, sconquassato in questi decenni di incuria, comincerà a lamentare qualcosa: inondazioni, frane, dissesti idraulici.

Lì dove c'erano campi, coltivazioni e nuclei bene integrati con la terra, adesso possiamo trovare discariche, quartieri fantasma abitati solo di sera fino al mattino, costruzioni che salgono dalla terra come per un'improvvisa idea della natura di produrre aborti di cemento e ferro senza una logica e senza un equilibrio con la natura circostante. Appare agli occhi come la scelta di un pazzo, di un disegno folle, di una entità che non vive nella nostra terra, ma che in essa ha trovato lo scopo dalla quale mungere denaro e potere, ma a che prezzo?

Il prezzo è quello che paghiamo tutti i giorni: strade intasate, inondazioni, frane, smottamenti, cantine allagate per una pioggerella, dissesti forestali di proporzioni immani. Solo che non lo vediamo di continuo e quando succede si corre a tamponare con il ditino della protezione civile, con quello delle regioni e con la forza d'animo di molte persone che sperano in un miracolo. E' difficile ammettere, ma la spesa per sistemare tutto questo sconquasso potrebbe tranquillamente essere di qualche centinaio di miliardi di euro.
Chi paga? Nessuno! Solo che noi, i nostri figli e coloro che verranno, se non sarà peggio ancora,
dovranno sobbarcarsi l'onere di sistemare, se vorranno e a loro spese maledendo le generazioni passate per il totale disinteresse della cosa pubblica, ma anche privata!

martedì 23 febbraio 2010

Russia: prossimo socio Nato???

Sembra una favola di fantapolitica, ma a sentire quello che dice Lord George Robertson pare sia proprio così. Sono in corso diversi incontri tra alcuni grossi personaggi della Nato e i Russi per studiare la possibilità di allargare questa alleanza.

Nel 2009 Lord Robertson spiegava che la coalizione della Nato non dovrebbe diventare una coalizione militare, ma bensì una alleanza puramente politica.

Cambiano le basi dello scacchiere internazionale? Oppure la solita USA assieme ai suoi alleati britannici sta cercando di circuire la potenza russa per dopo sferrarle l'attacco finale?
Ovviamente non è dato da sapere, ma sapendo come hanno agito in questi anni nelle diverse zone del nostro globo non ci si può' non aspettare che la Nato osservi una posizione neutrale su un paese ricco di materie prime e di risorse. Inoltre, visti i rapporti con la loro vicina Cina, non credo che ci saranno molti margini di manovra, a meno che i gruppo di controllo della Nato, in questo caso guidato dalla famosa Albright, non scalzi Putin e rimetta in discussione l'intero riposizionamento geopolitico dell'est europeo.

lunedì 22 febbraio 2010

Informazione Scorretta: GEAB 42 - intensificazione della crisi nella seconda metà del 2010 - parte I

Si riporta la traduzione gratuita di LEAP/E2020.
Interessante notare che alcune cose si sono verificate dalla loro prima previsione.
teniamolo ben presente, poiché da quest'anno fino alla fine e l'inizio del prossimo ci saranno sviluppi molto interessanti.

Leap / E2020: GEAB 42

domenica 21 febbraio 2010

Bertolaso: colpevole o vittima?

<<Riporto integralmente una bella lettera, molto esplicativa, di un lettore della giornale on line effedieffe>>

«Caro direttore,

si fa solo peccato od anche ci si azzecca secondo Lei a mettere in relazione le dichiarazioni di Bertolaso ad Haiti con le sue dimissioni?

Saluti.
Josi»


Invito il lettore a non esagerare in complottismi internazionali, visto che il marciume interno basta e avanza a spiegare lo scandalo. La Protezione Civile dipende direttamente dalla presidenza del Consiglio e costa 2 miliardi l’anno a piè di lista (la presidenza, sotto Berlusconi, ci costa 4 miliardi l’anno, ossia 8 mila miliardi di vecchie lire, e la metà di questo costo è dovuto alla Protezione Civile).

Il fatto che si occupi di emergenze impreviste, richiede decisioni rapide e spese senza controllo, e appalti senza pubblico concorso. E già questo espone la struttura (e i suoi capi) a malversazioni e favori agli amici, o scambio di favori. Per di più, Berlusconi ha fatto della Protezione Civile, per le caratteristiche di cui sopra (rapidità e privatezza), l’organo preferito per sfogare le sue euforiche e costose mattane: il vertice internazionale alla Maddalena, poi spostato all’Aquila, non era affatto un’emergenza.

Il vero sporco è già nella struttura. E sarà aggravato quando la Protezione Civile diverrà Protezione Civile SpA, sottraendosi ad ogni controllo pubblico anche minimo. E’ questa una tendenza molto usata dal politicume a tutti i livelli: aziende comunali di trasporti SpA, acqua potabile SpA, Expo 2015 SpA, Lombardia Infrastruttuure SpA (con Ligresti nel consiglio damministrazione).

Bisognerebbe stroncare questa pseudo-privatizzazione all’italiota.

D’altra parte, l’emergenza richiede davvero velocità di intervento e realizzazione, e un organismo statale sarebbe paralizzato dalla nota burocrazia nei suoi incredibili livelli di cretinismo (piani comunali, regionali, belle arti...). Non si riuscirebbe a ricostruire un ponte, una strada, una casa. Che fare? Probabilmente, definire al millimetro le competenze della Protezione Civile, e la sua immane nota-spese.

Sulle intercettazioni riguardanti Bertolaso (donne in cambio di appalti, eccetera), dico solo una cosa: la magistratura si accorgerà, spero, che avendo gettato alle ortiche la sua credibilità morale col suo settarismo e fanatismo anti-berlusconiano, non dà oggi ai cittadini la certezza che questa sua indagine sia seria ed oggettiva. E se Bertolaso sarà condannato, i tre quarti dei cittadini continueranno a pensare che i giudici hanno massacrato un innocente, anzi un benemerito.

E poi, ricordiamoci di Del Turco, governatore dell’Abruzzo, inchiodato da telefonate e da accuse del suo corruttore, e oggi assolto. Anche su questa assoluzione resta il dubbio non già che Del Turco non prenda mazzette, ma che i magistrati siano stati (come spesso sono) incompetenti, pasticcioni e incapaci e non riescano a «stringere» le loro inchieste.

Lo stesso varrà per Bertolaso. Ed è questa la vera tragedia (tragedia comica) italiana. Non sapremo mai se Bertolaso è colpevole o vittima.

Maurizio Blondet

Lavoro ed Energia


Alcune volte guardando la luce emessa da una lampada, il flusso dell'acqua dal rubinetto, la forma di un oggetto, il colore di un'immagine su una pagina, riesce difficile capire che tutto è solo energia.

Energia elettrica, o più semplicemente lavoro. Però ci si chiede mai che cosa sia?
Va beh! Tutti lo sanno, ma per i più pigri diciamo che l'energia elettrica o meglio l'elettricità, è sostanzialmente lavoro. I puristi non saranno d'accordo su questa affermazioni, ma non avendo i galloni per definire meglio il concetto si può fare riferimento a quanto si definisce per elettricità.

Quindi è lavoro fatto tra due cariche, una positiva ed una negativa.
Ora immaginiamoci un mondo privo di tale energia e pensiamo come potremmo vivere.
Alla sera tutti rientrerebbero alle loro case molto prima di quanto accade ora; i pasti sarebbero consumati molto prima dell'ora attuale e ogni attività umana subirebbe una modificazione epocale.

Quello che fino a ieri sembrava una cosa comune: la luce, il telefono, il riscaldamento, il cellulare o altre amenità tecnologiche sarebbero solo oggetti privi di senso e di qualsiasi utilità pratica. Magari ricercati da qualche folle collezionista, ma per i più oggetti inutili e sopratutto superflui per una vita senza elettricità. Anche internet sarebbe un luogo inesistente, inaccessibile e tutti verrebbero accecati e resi inutili per questa parte della vita.

Un ritorno alle origini si potrebbe dire, ma non sarebbe altro che un riappropriarsi della propria coscienza, cosa dalla quale molti invece tendono a sfuggire. Alla fine da una prigione elettrica, definita da virtuali confini: internet, blogs, chats, sms, dove ognuno sente la propria libertà capace di volare oltre i suoi confini, si cade nella vita dove ogni passo ed ogni azione ha il suo effettivo valore: quello delle nostre capacità, delle nostre coscienze e delle nostre esperienze.

Tutto riportato a zero. Si comincia di nuovo da una nuova vita, in cui la nostra cultura si scontra con le effettive necessità quotidiane: cercare l'acqua, cercare il cibo, un tetto sulla testa, smaltire i rifiuti, fare il bagno, andare al bagno.
Tutte cose naturali e scontate, in questa realtà in cui viviamo, ma dalle quali molti nel mondo non sanno nemmeno cosa siano e che accadendo quanto sopra anche per noi sarebbero impossibili.

Pensiamo ad un momento a quello che facciamo sul lavoro.
Alcuni hanno attività interessantissime, sono impegnati, vanno a cene d'affari, a balli di gala; le loro attività di pubbliche relazioni e commerciali sono molto importanti, senza queste persone il mondo, adesso, si fermerebbe. Gli altri, quelli che timbrano tutti i giorni o tutti quelli che lavorano in un ufficio amministrativo, in un ufficio commerciale hanno un bel d'affare: controllare le fatture, verificare l'attendibilità dei pagamenti, ricercare le banche che offrono le migliori condizioni, oppure ascoltare le lamentele dei clienti perché non hanno pagato, o prendere nota degli ordini, correggerli, inserirli al computer e mandare la copia a qualche ufficio di competenza che provvederà a vidimarli e renderli validi. Tutte persone che lavorano, che fanno qualcosa per portare a casa la pagnotta, ma che cosa fanno per loro? Nulla!

Sono in attesa...di cosa? Della pensione, di una vita diversa, di una svolta, di qualcosa che cambi e che li renda partecipi a quelli che stanno facendo senza per questo sminuire la loro dignità.
Però, siamo franchi, a che servono in sostanza? A nulla, vero?

Senza elettricità anche questi sarebbero la massa grigia ed informe che anima le nostre strade, che corre alla ricerca di un inserimento in qualcosa che nemmeno loro saprebbero definire. Non hanno nessuna attività, non sono nessuno, non sanno piantare un chiodo, non sanno farsi un piatto di spaghetti e nemmeno accendere un fuoco. Tutta gente destinata, probabilmente a diventare rapaci o a reinventarsi ciò che nessuno ha mai loro insegnato: essere delle persone.

Eppure tutti noi abbiamo attività inutili e tutte tenute in piedi dall'elettricità. Senza questa non saremo né commerciali, né indaffarati "uomini d'affari", né segretarie ipergonfiate da siliconate protuberanze inverosimili, né impiegatucci che passano una carta da un ufficio all'altro.
Le nostre attività diventerebbero inutili, non pagate e ci troveremmo con le tasche vuote e la pancia a tamburo.

Pensiamoci quindi che quando accendiamo una lampada, dietro alla sua luce arde una storia che mai abbiamo indagato e della quale, forse, pochi vorrebbero conoscere.